Il futuro del packaging alimentare in un convegno organizzato da Rubbettino Print

Il packaging alimentare, tra pratiche, standard e norme che garantiscano l'assoluta sicurezza e le esigenze "estetiche" ed ergonomiche degli imballi. Sarà questo il leit motiv del convegno organizzato da Rubbettino Print il prossimo 30 ottobre a Soveria Mannelli, presso la sala convegni "E. Critelli" dello stabilimento Rubbettino dal titolo "Il futuro del packaging alimentare"

L'evento che avrà inizio alle 14,30, dopo l'introduzione e i saluti del Direttore Generale Rubbettino Print, Marco Rubbettino e la visita allo stabilimento a cura del Direttore di produzione Michele Marasco entrerà nel vivo del problema con le relazioni di:

Antonio Taormina, responsabile tecnico commerciale per il Sud Italia di Agroqualità SPA che relazionerà su "Sicurezza alimentare e certificazione ISO 22000:2205"

Marco Pasqualini, sempre di Agroqualità, in qualità di Lead auditor SGSA e norme tecniche MOCA che parlerà dei dati del sistema di allerta rapido europeo in rapporto al food packaging e alla sicurezza alimentare;

seguiranno le relazioni di Antonio Sità (QAS Consulting) sui sistemi di gestione della filiera agroalimentare e di Emilio Leo, direttore creativo Rubbettino, sul rapporto tra design e packaging alimentare.

Le conclusioni verranno affidate a Fortunato Amarelli, presidente del Consorzio Kalòs.

L'evento, oltre al fare il punto della situazione in campo di packaging alimentare, vuole richiamare l'attenzione sull'importanza di un elemento della filiera produttiva, quale quello degli imballi alimentari, spesso non adeguatamente considerato da produttori e consumatori. Questi ultimi sono infatti sempre più attenti alla qualità e alla provenienza del cibo ma spesso sono ignari dei possibili pericoli che derivano dagli involucri destinati a presentare e preservare i prodotti che consumano.

È fondamentale invece considerare la possibile contaminazione degli imballaggi da sostanze durante la fase di produzione degli stessi e/o durante la fase di immagazzinamento o confezionamento nell'industria alimentare. Solo una capace ed attenta analisi dei rischi per la sicurezza alimentare effettuata da tutti gli attori della catena produttiva alimentare può infatti salvaguardare e garantire la salute del consumatore.

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Gli astucci Moak stampati da Rubbettino Print finalisti al premio One More Pack

Il caffè è una bevanda comune a molti popoli e culture. Lungo i secoli il consumo di caffè è stato anche occasione di socialità, tanto che i luoghi in cui viene servito, detti metonimicamente anch'essi "caffè", sono stati spesso punti di incontro, di condivisione di idee, di critica letteraria e musicale, persino di elaborazione di progetti di lotta politica e libertà.

Proprio intorno a questa dimensione culturale e sociale del caffè è costruito il progetto di Moak che ha affidato al designer Marco Lentini la progettazione di un packaging in cui ogni miscela di caffè è associata al genere musicale che più si avvicina al suo aroma.

Il progetto di Moak è ora finalista al premio di creative packaging "One More Pack".

Un'idea creativa però, per quanto vincente, deve poi concretizzarsi in un altrettanto valido prodotto finito. Per questo Moak ha scelto Rubbettino Print come partner per il suo progetto.

Perché la qualità premia. Sempre.

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Rubbettino avvia una nuova linea di packaging alimentare

Se qualcuno pensa che un involucro di un qualsiasi alimento sia solo un involucro e che purché pulito vada bene comunque, si sbaglia. 

Le componenti chimiche contenute negli inchiostro possono facilmente superare la barriera del cartone con cui è costruito l’imballo e contaminare gli alimenti. Non solo. Talvolta il nemico peggiore è quello che non si vede. Un imballo privo di polvere o macchie non è necessariamente privo di rischi per la salute in quanto potrebbe essere comunque un veicolo per pericolosi batteri.

In questo campo la sicurezza non è mai troppa.

Per tale ragione Rubbettino ha chiesto e ottenuto la certificazione per la realizzazione di imballaggi alimentari secondo le norme UNI EN 15593:2008 per poter garantire ai suoi clienti non solo la consueta qualità di stampa ma anche l’assoluta sicurezza igienica sui prodotti realizzati.

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Progetto innovativo al Maresca di Catanzaro in collaborazione con Rubbettino

Tra i lavori realizzati anche una tovaglietta per bambini - Idee da esportare all’Expo

È un progetto figlio della “Buona Scuola”, la stessa "Buona Scuola" di cui si parla tanto in questi giorni. Sono 13, in totale, gli studenti della V A dell'indirizzo “Tecnica dei servizi commerciali e pubblicitari" dell'Istituto d’Istruzione Superiore ”Sorace Maresca" di Catanzaro, che proprio ieri hanno concluso il progetto ‘‘Alternanza Scuola-Lavoro” svolto in collaborazione con la Rubbettino Editore di Soveria Mannelli. «Ringrazio Rubbettino - ha commentato la dirigente dell'Istituto "Petrucci-Ferraris-Maresca”, Franca Bianco, che non ha esitato un attimo ad accogliere la nostra proposta e ringrazio i docenti e i ragazzi che hanno seguito questo progetto».

Sessanta le ore di didattica realizzate presso la sede della casa editrice, durante le quali gli studenti hanno vissuto un'esperienza formativa che gli ha fatto conoscere. da vicino, il mondo del lavoro.

Gli studenti sono stati seguiti dai docenti Anita Bubba e Marcella Gariano e, per la Rubbettino Editore, dall’architetto Fiorentino Sarro e dalla dottoressa Santina Cerra.

 

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Tre i lavori realizzati: una scatola porta oggetti, una tovaglietta per bambini e un portapenne. Uno dei tre (la tovaglietta per bambini), su sollecitazione dell'architetto Sarro, sarà proposto dall’Istituto Scolastico alle Istituzioni Locali affinché possa essere realizzato e presentato all’Expo 2015.

Hanno partecipato: Raffaella Alfieri, Giuseppe Astorino, Vincenzo Bianco. Stefano Borrello, Francesco Capilupi, Francesco Chiarella, Cristina Critelli, Giovanni Marino. Natascia Mercurio. Federica Passafaro, Fortunato Lucio Polito, Davide Tiretti e Samuele Volpone.

The Process is the Product / Emilio Leo and Gianluca Seta

Emilio Leo, direttore creativo del Lanificio Leo e Gianluca Seta, art director e graphic designer, hanno presentato all’interno di BIO50 Hotel, la biennale d’arte di Lubiana, il concept e il processo che hanno potato alla realizzazione del nuovo Brand Book del Lanificio Leo, la più antica fabbrica tessile della Calabria.

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Il lavoro racconta i valori dell’incredibile storia imprenditoriale e dell’innovativo modello di riconfigurazione
che ha interessato il Lanificio Leo dalla sua data di fondazione nel 1873 a oggi.
Il focus di tutto il progetto è stato incentrato sull’idea che il processo di produzione è tanto importante quanto il risultato che tale processo restituisce.


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A Bio50 hotel si è raccontato questo approccio, le fasi preparatorie, i materiali di studio e i vari semilavorati oltre all’oggetto finale e ad un video (ideato e realizzato da Andrea Caligiuri), per enfatizzare quanto il design di processo e il cambio di punto di vista possa portare a risultati differenti. L’innovazione come stato della mente e l’interpretazione della tecnologia, sia essa obsoleta o di ultimissima generazione, ha portato a creare un oggetto che è un interessante mix tra cultura di prodotto propria del mondo tessile e le peculiarità artigianali e industriali dei processi di stampa offset e legatoria di alta qualità.

 

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Il nuovo Brand Book di Lanificio Leo è stato interamente realizzato utilizzando le competenze, le maestranze e le tecnologie di Rubbettino print, che ha la sua sede proprio a Soveria Mannelli, lo stesso piccolo paese in cui si trova il Lanificio Leo. Questa è quindi anche una bella storia di collaborazione tra aziende e di contaminazione e amore per il design.

 

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